A seguito delle storiche novità annunciate da Google — con il lancio degli agenti d'informazione e la progressiva destrutturazione della classica pagina dei risultati (SERP), ne avevamo parlato qui: La rivoluzione di Google Ricerca — sta serpeggiando un'obiezione apparentemente logica: “Se l'intelligenza artificiale tratterrà gli utenti all'interno di Google fornendo risposte dirette, riassunti iper-specifici e mini-app personalizzate, a cosa servirà possedere e curare un sito web aziendale? Non rischiamo di investire budget in un canale senza più ritorno economico?”
Dall'altro lato, assistiamo a una realtà innegabile: le persone non stanno smettendo di cercare informazioni, prodotti o partner commerciali sul web. Cambiano solamente le modalità. Un utente ha ancora l'esigenza vitale di trovare una realtà d'eccellenza quando digita (o chiede a voce) “agenzia di comunicazione a bologna” o quando un ufficio acquisti cerca “fornitori componenti elettrici per macchine automatiche”.
Siamo di fronte a un cambiamento epocale, che al momento sembra creare un paradosso non da poco. Come si risolve questa apparente contraddizione? La nostra risposta prova a ribaltare completamente la prospettiva comune e il pessimismo dilagante nel settore: il sito web non sta perdendo importanza; al contrario, sta diventando l'asset più critico in assoluto.
Le sue funzioni, la sua struttura e il modo in cui deve essere concepito sono però cambiati per sempre.
La risoluzione del paradosso: chi è il vero "utente" del sito?
Il malinteso nasce dal pensare che il sito web serva unicamente a ospitare "visitatori umani cliccanti". Nell'era della ricerca agentica, il sito web non è più solo una brochure per gli utenti; è la fonte di verità ufficiale, strutturata e autorevole per gli agenti AI di Google. Se smetti di investire sul tuo sito, l'AI non avrà dati di qualità da elaborare e il tuo brand cesserà semplicemente di esistere nelle risposte generative. L'utente umano cambierà il modo di cercare, ma l'agente AI che cerca per suo conto avrà bisogno del sito web per convalidare le risposte.

Da destinazione a fonte: due scenari concreti
Per capire come si traduce questo scenario nella realtà di tutti i giorni, analizziamo i due esempi concreti sollevati dalle esigenze reali del mercato (B2C/Locale e B2B/Nicchia).
Scenario Local/Servizi: “Agenzia di comunicazione a Bologna”
In passato, posizionarsi per questa chiave significava ottimizzare i testi del sito e la scheda Maps per apparire nei primi tre risultati organici della pagina. Domani, l'agente di ricerca di Google formulerà la risposta incrociando i dati in tempo reale. Se un utente chiede un'agenzia specializzata a Bologna per un determinato settore, l'AI scansiona il web alla ricerca di prove reali.
L'agente AI andrà a leggere il sito web dell'agenzia per verificare i casi di studio, la storicità dei clienti, le competenze dichiarate dal team e la coerenza tecnica delle soluzioni offerte. Se il sito è povero, non aggiornato o privo di dati interpretabili dalle macchine, l'agente AI escluderà l'agenzia dalla sua selezione conversazionale, preferendone una che offre una "superficie informativa" più ricca, strutturata e verificabile.
Scenario B2B/Nicchia: “Fornitori componenti elettrici per macchine automatiche”
Nel B2B iper-specializzato, il processo decisionale è guidato da dati rigidi, schede tecniche e affidabilità aziendale. Quando un ingegnere o un responsabile acquisti delegherà al proprio agente AI il compito di "trovare un fornitore di componenti elettrici per macchine automatiche con certificazione ISO e catalogo compatibile con specifiche tecniche X", l'AI eseguirà un crawling profondo del web.
Dove troverà queste informazioni? Esclusivamente sul sito web del fornitore. Se l'azienda ha accantonato gli investimenti sul proprio sito pensando che “tanto la SERP sta scomparendo”, l'agente AI non troverà i PDF tecnici strutturati, i dati di tolleranza dei componenti o la conformità normativa. Risultato: l'azienda viene scartata dall'intelligenza artificiale prima ancora che l'acquirente umano sappia della sua esistenza.

Che tipo di sito web realizzare e su quali contenuti investire?
Posto che le novità di Google dovranno essere analizzate a fondo nel tempo e che le conseguenze definitive si sveleranno solo sul lungo periodo, la direzione strategica per l'architettura dei contenuti è già tracciata.
Ne avevamo parlato qui:
- Creare contenuti nell'epoca dell'AI: guida pratica per il tuo sito web
- Deep Search: cos'è e come cambia le regole per chi crea contenuti
Ecco la mappa degli investimenti prioritari identificata da Guermandi Group per i prossimi mesi e anni:
Architetture "AI-Ready" e Dati Strutturati Avanzati
Il codice del sito deve diventare un libro aperto per gli LLM (Large Language Models). Non basta più il tag Title; diventa obbligatorio implementare marcature Schema.org iper-specifiche per prodotti, servizi, recensioni, FAQ e dati aziendali. Il sito deve essere velocissimo e tecnicamente impeccabile per permettere ai "crawlers agentici" di estrarre informazioni in millisecondi senza fraintendimenti.
Contenuti a profondità inimitabile
L'AI sa riassumere perfettamente i contenuti generici. Di conseguenza, i testi superficiali scritti solo in ottica di "parole chiave" vecchio stile non hanno più alcun valore economico. Bisogna investire su contenuti proprietari impossibili da replicare artificialmente: ricerche di mercato originali, whitepaper tecnici, interviste a esperti interni, case history dettagliate con dati reali e report di settore. L'AI userà il tuo sito come "fonte primaria" solo se offri valore inedito.
Hub di Reputazione e Sezioni E-E-A-T Documentate
Poiché gli agenti AI valutano il livello di fiducia di una fonte prima di sottoporla all'utente, le pagine "Chi Siamo", la trasparenza societaria, le certificazioni ottenute, i premi e le biografie dei tecnici interni devono essere curate nei minimi dettagli. Il sito deve dimostrare in modo documentale l'Esperienza, la Competenza, l'Autorevolezza e l'Affidabilità del brand (il framework E-E-A-T di Google).
Interfacce abilitanti alle azioni (API e Feed in tempo reale)
Se l'agente AI di Google vuole automatizzare un'azione per l'utente (es. richiedere un preventivo o verificare la disponibilità a magazzino di un componente elettrico), il sito web deve permetterglielo. Investire nell'integrazione di feed di dati puliti, sistemi di prenotazione aperti o configuratori scansionabili consentirà al tuo sito di dialogare con gli assistenti di terze parti, trasformando i vecchi clic in transazioni automatizzate.
Nonostante il mare in tempesta, serve andare avanti, non indietro
È fondamentale mantenere un approccio estremamente pragmatico: le tecnologie annunciate da Google (come la Deep-Search o i modelli Gemini 3.5 Flash applicati alla ricerca) sono nelle prime fasi di rilascio sul mercato. Noi di Guermandi Group siamo consapevoli che le reali abitudini di adozione degli utenti richiederanno mesi di attento monitoraggio per essere comprese appieno. I dati reali e i trend di traffico dei prossimi trimestri saranno i nostri unici veri fari.
Tuttavia, aspettare passivamente che lo scenario sia definitivo prima di agire è il modo più sicuro per farsi tagliare fuori. La transizione da un web incentrato sui "clic umani" a un web co-gestito da "agenti artificiali" è un fatto concreto. Smettere di investire nel sito web oggi significa spegnere l'unica centrale di trasmissione dati che il vostro brand possiede sul mercato digitale.
La sfida non è più avere o non avere un sito, ma trasformarlo da una bella vetrina a un sofisticato hub di dati e autorità a prova di futuro.





