Deep Search: cos'è e come cambia le regole per chi crea contenuti

Come impatterà questa nuova tecnologia sul lavoro di copywriter, blogger e aziende che creano contenuti online?

Dopo aver esplorato i concetti base della creazione di contenuti nell'epoca dell'AI, è il momento di fare un passo avanti e analizzare una delle novità più potenti introdotte da Google: la Deep Search (Ricerca Profonda).

Come funziona questa tecnologia e, soprattutto, come impatterà sul lavoro di copywriter, blogger e aziende che creano contenuti online? Scopriamolo insieme.

Cos'è esattamente la funzione "Deep Search"?

La Deep Search è una funzionalità avanzata integrata nella nuova "AI Mode" di Google, progettata per le ricerche che richiedono un altissimo livello di approfondimento.

Dal punto di vista tecnico, sfrutta all'ennesima potenza un sistema chiamato "query fan-out": invece di fare una singola ricerca, l'intelligenza artificiale scompone la domanda dell'utente ed effettua centinaia di ricerche simultanee al suo posto. Il sistema ragiona su informazioni frammentate ed eterogenee trovate sul web e, in pochi minuti, crea un vero e proprio report di livello esperto, completamente corredato di citazioni e link alle fonti. In pratica, fa in pochi minuti un lavoro di indagine che a un essere umano richiederebbe ore.

deep search google

Se l'AI crea report completi, gli utenti smetteranno di visitare i siti web?

Questa è la paura più grande di chi crea contenuti, ma i dati ufficiali di Google suggeriscono uno scenario diverso. Google ha notato che i clic provenienti da queste nuove esperienze basate sull'AI sono clic di qualità superiore.

Poiché l'intelligenza artificiale fornisce agli utenti un contesto generale molto solido direttamente nella pagina dei risultati, le persone che decidono di cliccare sui link di approfondimento (le citazioni incluse nel report della Deep Search) tendono a trascorrere più tempo sul sito web. Sono utenti più consapevoli, più ingaggiati e realmente interessati a esplorare il tuo contenuto specifico.

Come impatta tutto questo sulla strategia di chi crea contenuti?

L'impatto principale è il cambiamento delle metriche di successo. Google consiglia esplicitamente ai creatori di contenuti di non focalizzarsi più esclusivamente sul volume massivo dei clic, ma di comprendere il "valore completo" delle visite. Bisogna guardare ad altri indicatori: i visitatori si iscrivono alla newsletter? Acquistano? Interagiscono di più con la pagina?

Inoltre, poiché con l'AI gli utenti fanno domande sempre più lunghe, complesse e specifiche (spesso con domande di follow-up per andare ancora più a fondo), i creatori devono assolutamente abbandonare i contenuti standardizzati (commodity content). L'unico modo per essere scelti dall'AI e citati nei report della Deep Search è creare contenuti unici, originali e di alto valore che rispondano a bisogni profondi e specifici delle persone.

Dal punto di vista tecnico, valgono ancora le vecchie regole?

Sì, l'infrastruttura tecnica è più importante che mai per assicurarsi che i propri contenuti vengano "letti" e inseriti dalla Deep Search nei suoi report. Nello specifico, Google raccomanda di:

  • Mantenere una "Page Experience" eccellente: Il sito deve essere veloce, senza elementi di disturbo e facilmente navigabile. Anche se il contenuto è perfetto, un sito lento o disordinato penalizzerà la tua visibilità.
  • Andare oltre il testo (Multimodalità): Inserisci sempre immagini e video di alta qualità a supporto dei tuoi testi. Le nuove intelligenze artificiali fondono testo, voce e immagini, quindi avere contenuti multimediali ti rende più appetibile per le risposte complesse.
  • Usare i Dati Strutturati: Come abbiamo visto nel precedente articolo, questo codice nascosto rende le tue pagine "leggibili dalle macchine" (machine-readable), un requisito essenziale per far capire istantaneamente alla Deep Search che il tuo sito possiede la risposta esatta che sta cercando.

 

La Deep Search non è la fine del traffico web, ma un filtro che premia la vera competenza. Chi si limita a copiare o a scrivere testi banali verrà ignorato, mentre chi crea contenuti verticali, approfonditi e tecnicamente ben strutturati diventerà la "fonte autorevole" che l'Intelligenza Artificiale sarà felice di citare nei suoi report.