Partecipare a una fiera significa costruire uno spazio temporaneo, pensato per rappresentare un’azienda, accogliere visitatori, presentare prodotti e rendere riconoscibile un brand in un contesto competitivo. Per molto tempo molti stand fieristici sono stati progettati con una logica “usa e getta”: si costruiva per l’evento, si smontava a fine fiera e una parte importante dei materiali veniva buttata via, riciclata solo in parte o destinata allo smaltimento. Oggi (fortunatamente) questo modello sta cambiando e bisogna pensare a stand fieristici sostenibili!
Sempre più organizzatori fieristici stanno introducendo linee guida e regolamenti orientati alla riduzione degli stand monouso e alla promozione di strutture riutilizzabili. Un esempio significativo è il programma Better Stands promosso da CPHI e Informa, nato per accompagnare espositori e allestitori verso stand progettati per avere una seconda vita dopo la chiusura dell’evento.
Per chi si occupa di comunicazione, grafica e immagine coordinata, questo passaggio è molto interessante: non riguarda solo l’allestimento tecnico, ma cambia anche il modo in cui si progettano grafiche, supporti, messaggi e presenza visiva dell’azienda.
Non solo a CPHI: una tendenza sempre più diffusa
Il caso CPHI è particolarmente rilevante perché il programma Better Stands introduce una classificazione progressiva degli stand — Bronze, Silver e Gold — in base alla quantità di elementi riutilizzabili o riciclabili. Nel documento vengono considerate diverse componenti: struttura, pareti, pavimentazioni, arredi, illuminazione, insegne, elementi sospesi, display, rivestimenti e, ai livelli più avanzati, anche grafiche ed elementi decorativi.
Questo dimostra che la sostenibilità dello stand non dipende solo dalla parte costruttiva, ma anche dalla comunicazione visiva. Uno stand può essere riutilizzabile nella struttura, ma poco sostenibile se ogni anno richiede la ristampa completa di grandi pannelli, banner e rivestimenti.
Il tema non riguarda solo CPHI: lo stesso approccio è adottato o promosso anche da altri eventi e organizzatori internazionali.
La direzione è chiara: il settore fieristico sta cercando di ridurre l’impatto degli allestimenti temporanei e di rendere il riuso una parte integrante della progettazione.

Cosa significa progettare uno stand riutilizzabile
Uno stand sostenibile non deve essere necessariamente più semplice, più povero o meno scenografico. Al contrario, può essere progettato per comunicare il brand in modo forte e coerente, ma con una logica più intelligente.
Invece di progettare ogni elemento per un solo evento, si ragiona su componenti che possano essere smontati, conservati, riconfigurati e riutilizzati in altre fiere o eventi.
Questo vale per la struttura, ma anche per la grafica. Gli elementi più istituzionali — logo, colori, payoff, immagini corporate, messaggi principali — possono essere pensati per durare più eventi. Le informazioni variabili, come date, claim specifici, lanci prodotto o riferimenti alla singola fiera, possono invece essere concentrate in supporti più facilmente sostituibili.
Grafica fieristica: non più stampare e buttare
La grafica è uno degli aspetti più delicati nella progettazione di uno stand riutilizzabile. Per ridurre sprechi e costi, è utile separare ciò che rimane valido nel tempo da ciò che cambia a ogni evento. Un sistema grafico ben progettato può essere adattato a stand di dimensioni diverse, mantenendo coerenza visiva e riducendo la necessità di ristampare tutto.
Tra le soluzioni più adatte ci sono:
- tessuti stampati tensionati, leggeri, trasportabili e rimontabili su telai riutilizzabili;
- pannelli modulari, che possono essere ricomposti in spazi differenti;
- supporti intercambiabili, come targhe, pannelli piccoli, elementi magnetici o grafiche applicate solo in alcune aree;
- contenuti visivi più durevoli, meno legati alla singola edizione della fiera e più centrati sul posizionamento del brand.
In ogni caso quando una grafica non può essere riutilizzata (perché naturalmente accade), diventa comunque importante scegliere materiali più facilmente riciclabili o supporti con una filiera di recupero chiara.

I vantaggi: sostenibilità anche economica
Il primo vantaggio è ambientale: meno materiali monouso, meno rifiuti e meno sprechi legati a produzione, trasporto e smaltimento.
C’è poi un vantaggio organizzativo. Uno stand progettato per essere riutilizzato tende a essere più prevedibile: si conoscono misure, materiali, tempi di montaggio e criticità. Questo può rendere più fluide le fasi di allestimento e disallestimento.
C'è ovviamente un innegabile e fondamentale vantaggio dal punto di vista economico. L’investimento iniziale può anche essere più alto rispetto a una soluzione pensata per un solo evento, consentendo la creazione di uno stand più bello ed elaborato rispetto ad uno monouso. L'investimento viene distribuito però su più eventi, quindi per le fiere successive, il costo finale è quindi molto minore.
Infine, c’è un vantaggio di immagine. Presentarsi con uno stand progettato in modo più responsabile può rafforzare la credibilità dell’azienda, soprattutto nei settori in cui sostenibilità, qualità e attenzione ai processi sono valori sempre più importanti. L'importante è non abusare di queste attività per fare del greenwashing.
Ci sono anche dei limiti?
Uno stand riutilizzabile richiede una pianificazione a lungo termine. Bisogna pensare non solo all’evento imminente, ma anche agli utilizzi futuri, alla conservazione dei materiali, alla logistica e alla possibilità di adattare lo stand a spazi diversi.
Serve anche maggiore coordinamento tra azienda, agenzia, allestitore, stampatore e organizzatore fieristico. La grafica non può essere progettata separatamente dalla struttura, e la struttura deve tenere conto delle regole della fiera.
Un altro vincolo riguarda la comunicazione: se l’azienda cambia spesso messaggi, prodotti o identità visiva, è necessario prevedere fin dall’inizio un sistema aggiornabile. Altrimenti il rischio è produrre materiali tecnicamente riutilizzabili, ma rapidamente superati dal punto di vista comunicativo.
Una nuova responsabilità per la comunicazione fieristica
La sostenibilità degli stand non è solo una questione tecnica. È anche una questione di comunicazione. Significa progettare materiali più intelligenti, messaggi più duraturi, grafiche più modulari e sistemi visivi capaci di adattarsi a contesti diversi.
Per un’agenzia di comunicazione, questo apre un campo di lavoro molto concreto: aiutare le aziende a partecipare alle fiere con una presenza forte, riconoscibile e coerente, ma anche più attenta all’impatto dei materiali e alla loro vita dopo l’evento.
Uno stand riutilizzabile non deve sembrare “riciclato”.
Deve sembrare progettato meglio.





